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Martedì, 17 Maggio 2016 16:55

Perdono: un percorso di speranza

 

La parola perdono deriva dal verbo perdonare, risale al latino medioevale ed è composto dal rafforzativo pĕr cioè super e donāre cioè donare1 . Stando alla definizione del dizionario perdonare è: “non tenere in considerazione il male ricevuto da altri, rinunciando a propositi di vendetta, alla punizione, a qualsiasi possibile rivalsa, e annullando in sé ogni risentimento verso l’autore dell’offesa o del danno …”2 . Ci sono delle concezioni poco corrispondenti rispetto a ciò che è in realtà il perdono 3. Vediamo di seguito alcune di queste false concezioni del perdono. Perdonare non vuol dire dimenticare l’offesa ricevuta, ma è proprio il ricordo dell’offesa ricevuta che aiuta a guarire la ferita provocata dal torto subito, ferita che man mano che si cicatrizza dà meno dolore Perdonare non è necessariamente riconciliazione piena con chi ci ha offeso, nel senso che tutto ritorna come prima, ma la riconciliazione, quando è possibile e opportuna, è una conseguenza del perdono, è un atto gratuito e consiste nel ricostruire la relazione su nuove basi. Perdonare non è rinunciare ai propri diritti in quanto persona offesa. Perdonare non è segno di debolezza, anzi è un gesto di forza interiore. Perdonare è donare con pienezza, perdonare apporta benefici per la salute, favorisce il benessere della persona a livello fisico, psicologico, relazionale e spirituale. Oggi la psicologia considera importante il perdono e gli riconosce un “ruolo innovativo e una funzione liberatoria che aprono ad una relazione rinnovata e svolgono una funzione trasformativa per la personalità, che comprende l’accettazione della propria e altrui possibilità di sbagliare”4 . Il perdono è una scelta libera, è un atto gratuito e spontaneo, è risposta ad una offesa subita ed è la fase conclusiva di un processo che può essere lungo e difficile. Questo processo richiede tempo, pazienza con se stessi e con l’altro, coraggio e perseveranza per la rielaborazione dell’offesa. In questo percorso che porta al perdono, a volte è necessario farsi aiutare da un professionista nella relazione di aiuto (psicoterapeuta, counselor…) e, per chi è credente, farsi accompagnare anche da una guida spirituale saggia e competente. Sul piano emotivo una ferita interpersonale comporta l’emergere di emozioni istintive e adattive quali rabbia, paura, tristezza, risposte funzionali che predispongono l’individuo ad agire per stabilire, mantenere o modificare la relazione con il proprio ambiente5 . Poi, può succedere che queste emozioni, inizialmente funzionali, si leghino al risentimento, all’amarezza, a pensieri di vendetta e si trasformino in rancore, cioè in un risentimento reiterato, covato tenacemente in seguito ad un torto o ad un’offesa6 . Diversi studiosi ritengono che le emozioni positive orientate verso l’altro, quali la compassione, l’empatia, la simpatia facilitano il processo del perdono e piano piano si sostituiscono al rancore 7. Con il perdono l’ostilità, l’amarezza, il risentimento, la rimuginazione dell’offesa si esauriscono, le catene del rancore si spezzano e si apre nel cuore la strada dell’amore verso se stessi e verso gli altri che porta in sé una pace vera che aiuta ad andare avanti e vivere con responsabilità. Perdonare chi ci ha ferito, trasforma le nostre ferite in opportunità di crescita, di crescita nella fiducia in noi stessi, nella consapevolezza della nostra capacità di superare le ferite. Perdonare mette alla prova la nostra capacità di andare al di là del comportamento di chi ci ha ferito e considerarlo come persona nella sua interezza, con le sue qualità e fragilità. Il perdono porta con sé la speranza che ogni persona, nel suo piccolo, può spezzare la catena del risentimento e della violenza con la decisione di perdonare, divenendo così costruttore di pace e crescendo nell’amore verso se stessi e verso gli altri.

Pia Maria D'Acri

Sociologa-Counselor

  1. Cfr.: http://www.garzantilinguistica.it
  2. http://www.treccani.it/vocabolario
  3. Per approfondire: J. Monbourquette, L’arte di perdonare, Paoline 1994, pp.28-42
  4. E. Giusti.B. Corte, La terapia del per-dono, Sovera 2009, p. 17
  5. Ibidem, p. 90
  6. Ibidem, p. 21
  7. Ibidem, pp. 110-111
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