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Il fiocco di neve

"Chiuso nelle sue sicurezze non si era mai accorto della sua leggerezza"

C'era una volta un fiocco di neve che aveva costruito una bellissima casetta di ghiaccio sopra una nuvola. Era contento di quello che aveva e per  nessuno motivo avrebbe lasciato la sua dimora.

Venne l'inverno e la nuvola invitò il fiocco a cadere giù perché così era giusto. Il fiocco aveva paura di lasciare quello che aveva, anche perché aveva sentito strane storie su quel viaggio verso la terra. “Cosa? Buttarmi giù? Senza la sicurezza di dove atterrerò e di quello che troverò? Io non mi butterò mai!!!”

La nuvola inizialmente fu molto paziente, cercava in tutti i modi di convincere il fiocco dell'importanza e della bellezza di volare, cercava di spiegargli che i fiocchi di neve sono nati per volare. Questa era la sua vera natura!

Niente da fare, il fiocco non voleva sentire ragione.

Un giorno, però, la nuvola cominciò ad emettere dei boati tremendi e delle luci spaventose. Il fiocco in preda al panico cominciò a chiedere alla nuvola perché accadesse tutto questo. Ma la nuvola non rispondeva. Il frastuono era sempre più intenso ed il fiocco incapace di reagire moriva sempre più di paura.

Ogni volta che quell'orrendo rumore e quelle luci si ripetevano il fiocco di neve, in preda al panico, pensava di impazzire o addirittura di morire. Era allo stremo delle sue forze, logorato da quella paura che gli attanagliava il cuore, così prese la decisione “Non c'è altro rimedio devo lanciarmi!”.

Il salto fu difficile perché ad ogni passo verso il cielo aperto il fiocco si voltava per vedere le certezze che avrebbe lasciato. Arrivò sull'orlo della nuvola e si lasciò cadere come per morire. Con suo sommo stupore, però, invece di precipitare cominciò a scendere leggero.

Chiuso nelle sue sicurezze non si era mai accorto della sua leggerezza e della sua capacità di volteggiare nell'aria. Provava un sentimento mai provato prima, era un misto di felicità e serenità. Era libero, era finalmente libero, una sensazione mai provata quando si trovava sulla nuvola con tutte le sue certezze. Man mano che scendeva si accorgeva di tante cose nuove e la sua meraviglia cresceva, non pensava potessero esistere delle cose così belle.

Quando si era buttato dalla nuvola, il piccolo cristallo di ghiaccio, non faceva altro che guardarsi indietro maledicendo la nuvola che con tutto quel trambusto aveva causato il suo panico. Ora, però, guardava avanti, più  scendeva e più imparava ad osservare, più osservava e più era curioso di conoscere e scoprire cose nuove. Ad un tratto si accorse di non essere solo. Uno, due, cento, mille altri fiocchi di neve scendevano leggeri insieme a lui. Tutti insieme cominciarono a danzare volteggiando dolcemente intenti a godersi il meraviglioso viaggio verso l'ignoto.

Sul più bello, mentre pensava che niente lo avrebbe turbato, un violento colpo di vento lo fece volare via da quei fiocchi che ormai erano i suoi amici. Subito si spaventò e pensò “Ora cosa farò?” Passato quel momento di iniziale smarrimento si rammentò che il viaggio, ormai suo maestro, gli aveva insegnato molto bene due cose: aspettare ed osservare. Nel momento in cui cominciò ad osservare ecco attorno a lui un'altra miriade di fiocchi pronti a giocare assieme.

Il viaggio era quasi alla fine ed il fiocco guardando verso la terra si accorse che quest'ultima era stata ricoperta da uno strano manto bianco. Subito fu assalito dalla paura perché non conosceva cosa fosse. Era sempre più vicino, sempre più vicino fino a poggiarsi dolcemente anche lui sulla neve, ma capì che lui era la neve e rivide attorno a lui tanti amici conosciuti durante il viaggio. La scoperta più grande e più bella, però, fu quella di capire che nel nuovo non c'era nulla da avere paura, c'era solo da accogliere.

Una volta sistematosi cominciò a raccontare al fiocco vicino la paura sofferta quando la nuvola aveva cominciato a tuonare, ma ciò che lo rattristava di più era il non riuscire a capire perché la sua amica, la nuvola, si era comportata così. L'amico fiocco lo guardò, sorrise e rispose “Era l'unico modo per farti intraprendere questo viaggio meraviglioso! Ora godi di questo silenzio immenso, godi di tutto ciò che hai attorno. Domani il sole verrà a baciarci e per noi sarà tempo di cominciare un nuovo viaggio”.

Ernesto Coscarella

 

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