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Venerdì, 25 Marzo 2016 17:39

Bisogni e desideri, non sono la stessa cosa

Riconoscerli, per riappropriarsene, agevola la realizzazione di un buon Progetto di Vita

La confusione è nota, dettata, soprattutto, dall’attribuire lo stesso significato a due parole apparentemente uguali ma che, nella loro attuazione, prendono strade “diverse” pur mantenendo un comune legame.

In un buon progetto di vita, utile ad un divenire intenzionale, coerente alla propria scala di valori, presuppone l’imparare a riconoscere e riappropriarsi del proprio mondo di bisogni e desideri. È un passaggio fondamentale per accrescere la propria autostima, relazionarsi bene con gli altri, avere consapevolezza di sé.

Il bisogno nasce da un’esigenza irrinunciabile della persona, necessario alla sua salute e al proprio benessere: fa riferimento ad una sensazione di privazione accompagnata alla conoscenza di mezzi atti a soddisfarla o a ridurne lo stato di insofferenza o di dolore che la stessa produce. Maslow ha ben descritto, nota la sua “piramide”, quelli irrinunciabili utili alla realizzazione di sé evidenziando per ciascuna categoria di bisogni anche le motivazioni che spingono verso quell’agire.

Il desiderio è più un sentimento (si dice che nasce e risiede nel cuore) che spinge la persona a soddisfare un bisogno di natura fisica o spirituale, pertanto anche di fantasia, tendente a modificare la condizione che lo provoca e ad ottenerne il soddisfacimento. Anch’esso è accompagnato da una sensazione di privazione tale da soddisfare lo stato di benessere fisico o spirituale ma ciò si rende possibile solo attraverso la mediazione del desiderio o dell’agire di un altro soggetto. Manca, cioè, l’individuazione di un agire diretto o di un “oggetto” ben individuabile, utile a soddisfare quello stato di mancanza di benessere.

Un esempio ci può aiutare.

Se a livello di un bisogno primario, come mangiare, è possibile soddisfare immediatamente lo stesso ricercando un qualsiasi cibo utile a soddisfare la nostra fame, il desiderio di un buon pranzo, nel caso in cui si è incapaci di cucinare o di disporre di tanti alimenti, necessità dell’azione di un altro soggetto che potrà (libero anche di non farlo) agire nella direzione del nostro bisogno (espresso come desiderio).

Sullo stesso piano, gli esempi possono continuare nel campo del lavoro, o degli affetti, come in quello delle amicizie, e così via.

Per aiutarci nel distinguo tra bisogni e desideri occorre allora fare innanzitutto chiarezza dentro noi stessi chiedendosi cosa alimenta la nostra insofferenza o quel senso di mancanza: la spinta all’immediato soddisfacimento e al bene utile a tale azione individua un bisogno; la tensione alla soddisfazione, senza la presenza di elementi diretti, ci dice che siamo davanti ad un desiderio.

Del resto anche le similitudini ci aiutano ad afferrare la distinzione. Alla parola bisogno si accompagnano quelle di necessità, occorrenza, urgenza, miseria, obbligo, opportunità; a desiderio quelle di sogno, ambizione, aspirazione, voglia.

Un buon esercizio, tanto per prenderne contatto, è di scrivere sin da ora i vostri bisogni dai vostri desideri con la cura di separarli gli uni dagli altri.

Per i primi individuate i beni e le vie dirette per soddisfarli; per i secondi sarà necessario imparare a chiedere aiuto.

La visione di questa trance del film “Un giorno da ricordare” può esservi di aiuto (www.youtube.com/watch?v=Z3kSxgrJfx0).

 

Cesare Perrotta

Counselor Socio – Educativo e Aziendale

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