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Benessere: equilibrio tra mente corpo e spirito

 

Da sempre sono stata incuriosita dalla malattia e dalla sofferenza, e dai metodi utilizzati per eliminarle ed allontanarle. Mentre in Occidente la strada impiegata è stata quella della “soppressione” della sofferenza per mezzo dei farmaci, l’ Oriente ci ha insegnato che la stessa sofferenza può essere trascesa, e la  malattia può essere considerata come manifestazione di un disagio che emerge quando non si è più in sintonia con se stessi ed il mondo circostante. Negli ultimi decenni in Occidente si sta verificando un’apertura verso i modelli di medicina alternativa, che dovrebbero aiutare l’individuo a ritrovare le energie giuste per riequilibrarsi e guarire, considerando dunque l’organismo umano come in grado di fare una sorta di continua messa a punto (omeostasi). Inoltre, si va consolidando l’idea che la mente può influenzare il nostro corpo e agire su una dimensione materiale. Tuttavia, i nostri pensieri sono stati condizionati dalla cultura dominante  e dall’ambiente, che ci vogliono sempre più omologati; questa omologazione ci deforma perché ci fa perdere il contatto con la nostra vita emozionale, ci allontana dalla nostra natura di essere individuali, ci allontana da quelli che sono i dettami della nostra anima … in sostanza, ci fa ammalare. In quest’ottica, i sintomi di una malattia devono essere considerati un campanello di allarme che ci indica che stiamo deviando dal nostro percorso verso direzioni innaturali. È questo il momento in cui bisogna cambiare rotta per ritrovarsi: opporsi al cambiamento e fare resistenza, significa infatti soltanto sviluppare ulteriore sofferenza. Il cambiamento si attua invece attraverso uno sradicamento del vecchio modo di pensare.

Grazie alla fisica dei quanti, i due mondi – l’Oriente mistico e contemplativo e l’Occidente logico e razionale – possono coesistere. La fisica dei quanti ha scoperto che la materia in realtà non esiste ma che tutto è energia. Il concetto di realtà oggettiva viene abbattuto, la natura di ogni fenomeno varia in relazione a chi la percepisce, e quindi non esiste un’osservazione neutra, ma si vede solo ciò in cui si crede. La realtà non è formulabile attraverso la logica e la razionalità, bensì attraverso l’esperienza e soprattutto attraverso la partecipazione consapevole. Nel momento in cui si diventa consapevoli di un sentimento o di un pensiero, si interagisce con esso e se ne cambia lo stato (una sorta di salto quantico).

Solo un’osservazione consapevole, scevra da giudizi ed interpretazioni, ci permette di osservare l’evento, privato di qualsivoglia connotazione positiva o negativa.

Oggi per la medicina quantistica, tutte le componenti dell’essere umano (dalla psiche al soma) dialogano a livello sottile – cioè quantico – tra di loro, e pare ci sia un continuo scambio di informazioni ed energie.

Tutto è energia in costante vibrazione e rotazione. Il nostro corpo è energia, noi tutti emaniamo continuamente frequenze vibratorie, attraverso pensieri, stati d’animo e sentimenti. E sempre noi possiamo, attraverso l’osservazione consapevole, “regolare” queste stesse vibrazioni. Cambiando quindi il modo di pensare, si attua il superamento di quelle sovrastrutture mentali e culturali che ci hanno condizionato ed hanno provocato sofferenza e malattia. Ma non bastano i pensieri per trasformare le cose, occorrono pensieri caricati emotivamente per variare il campo elettromagnetico in noi e intorno a noi: essere cioè mentalmente presenti, consapevolmente attenti, sapientemente intenzionati. Riuscire a portare la mente nel cuore, azzerarne il chiacchiericcio, allontanare il  brusio,  spegnendo i  pensieri, togliendo tutto ciò che è superfluo, con totale fiducia incondizionata nelle vita, in quell’inconscio collettivo, in quella sorta di “database cosmico”, all’interno del quale sono contenute tutte le informazioni utili all’umanità, dove è possibile accedere attraverso la coscienza. Si tratta più che di un cambiamento di una trasformazione psichica e spirituale, di un’apertura all’infinito, di un’esperienza di dilatazione, dove l’anima, messa a zittire da tempo, riprende il posto che le spetta.

A mio parere, star bene, non deve essere solo assenza di malattia, ma essere pervasi da un senso di gioia e vitalità. Per ottenere questi risultati non basterà la ricerca di un’intera vita, ma probabilmente, oggi e a livello globale, il cambiamento è già in atto. E a me piace pensare ad una fine del mondo così come lo conosciamo e all’inizio di una nuova fase evolutiva, dove ogni singola coscienza individuale, connettendosi alla coscienza “superiore”, partecipi ad un cambiamento globale. Qualcuno sostiene che basterebbe solamente che il 10% della popolazione si elevasse nella coscienza – la famosa massa critica – raggiungendo il “Punto Omega”, ossia il punto più alto di socializzazione di coscienze,  e l’umanità darebbe origine ad un salto quantico, ad un nuovo livello di vita.  E così sia!

Giovanna Amoroso

 

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